Autore Topic: Antropologia del gruppo rock  (Letto 341 volte)

pandafunk

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Antropologia del gruppo rock
« il: Giugno 25, 2010, 05:37:02 pm »
Volevo sottoporre alla vostra critica attenzione questo interessante passaggio tratto dal Vangelo secondo Frank.

Citazione
    Pochissime persone suonano per scelta il basso. Ad alcuni tra il pubblico piace ascoltare il basso, perché amano le frequenze gravi e quel che gli mettono in corpo. Ma il ruolo del bassista in un gruppo generalmente non è il ruolo più eccitante, perché deve suonare FIGURE RIPETUTE. Ecco subito un parallelo con la viola: i bassisti spesso sono chitarristi falliti, degradati a questo compito dopo un incontro di gruppo nel garage quando eran tutti tredicenni. I batteristi, invece, si comportano spesso dando a intendere qualcosa dei tipo: "Io suono la batteria perché sono un ANIMALE, guardate come PICCHIO! Ragazze state vedendo? Sto picchiando MOLTO DURO!".

    I tastieristi hanno un'aria frustrata perché non sono chitarristi (in effetti molti musicisti sono convinti che per farsi fare il pompino dopo il concerto devono suonare la CHITARRA SOLISTA). Credono che, imitando certi effetti di chitarra, avranno sicuramente la garanzia del Grande Premio: ecco una delle ragioni per cui oggi si vedono i tastieristi con quei robi al collo che hanno il vago aspetto di una chitarra con i tasti (simili ad una fisarmonica stirata da un camion, con un becco alla fine), come a dire: "Cosa?! Lo prenderesti in bocca AL CHITARRISTA? Puah! Ma guarda questo zanzarone che MI STA addosso, per favore, questa è roba di lusso!".

    La maggioranza dei tastieristi rock non sono musicisti molto abili. In genere sono lì per suonare riempitivi orchestrali con il sintetizzatore, manierismi non troppo difficili che assicurano un accompagnamento di accordi mentre il chitarrista suona il suo teeoonh-teong-gnaoo. A meno che il tastierista sia in un gruppo da bar, dove generalmente manco lo spazio e ognuno sta dove capita, la sua roba di solito va a finire in seconda linea. A causa di ciò, gli abitanti della seconda linea credono che più stai davanti (specie se sei alle prese con qualche movimento fallico illuminato da una luce blu), più hai possibilità  di farti far il buon vecchio voi-sapete-cosa. Ecco da dove nasce il desiderio di OGNI CATEGORIA di muoversi più vicini alla gente (:no:stante la suddetta gente possa acchiapparvi e tirarvi giù dal palco, mutilandovi).
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AirPort

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Re:Antropologia del gruppo rock
« Risposta #1 il: Giugno 25, 2010, 05:59:14 pm »
Zappa rulla :asd: :asd: :asd:

baga1977

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Re:Antropologia del gruppo rock
« Risposta #2 il: Luglio 16, 2010, 09:49:28 pm »
parlo per esperienza personale
la prima tocca sempre alla chitarra\cantante
ma lei aspetta solo te per il tu sai cosa :asd:

centoventicinque

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Re:Antropologia del gruppo rock
« Risposta #3 il: Agosto 13, 2010, 12:57:41 pm »
aggiungiamo un piccolo dettaglio

il chitarrista non è sempre figura fortunata ..

perche c'è il chitarrista ritmico ed il solista

il ritmico è quel poveraccio che  suona ed è udibile per tutta la canzone , deve essere preciso e pilito sempre, il solista  se ne sta li, lo segue ad un volume  basso basso per far vedere che c'è ..

poi il solista schiaccia il magico pedalino , spara fuori un volume esagerato dal suo ampli mentre fa wuhuahaha taradadadadada whaaaawuhhaaaaa  e il povero ritmico rimane li inerme a suonare lo stesso giro   con una mano sola mentre fa un triplo carpiato .. ma nessuno lo guarda .. finita la canzone tutti si complimentano col solita :S